L’opera “Domina” è una riflessione sul «terzo paesaggio». L’aggettivo “terzo” richiama la metafora del paesaggista Gilles Clèment che spiega come la vegetazione abbandonata presente nei “residui dell’organizzazione razionale dell’uomo” sia un’importante riserva di biodiversità e potenziale evolutivo. Ho fatto delle fotografie dove protagoniste sono le “erbacce” e mettendole poi assieme a particolari di strade cementate, creando una scacchiera di texture.
La scelta del gioco della dama risiede nella parola stessa, deriva infatti, dal latino domina che significa “il pezzo sovrano» dando, per estensione, la spiegazione del gioco stesso.
Domina, 2023, tecnica mista (stampa fotografica, cemento, legno, muschio, ferro), dimensione ambientale
Domina, 2023, tecnica mista (stampa fotografica, cemento, legno, muschio, ferro), dimensione ambientale
L’opera “Domina” è una riflessione sul «terzo paesaggio». L’aggettivo “terzo” richiama la metafora del paesaggista Gilles Clèment che spiega come la vegetazione abbandonata presente nei “residui dell’organizzazione razionale dell’uomo” sia un’importante riserva di biodiversità e potenziale evolutivo. Ho fatto delle fotografie dove protagoniste sono le “erbacce” e mettendole poi assieme a particolari di strade cementate, creando una scacchiera di texture.
La scelta del gioco della dama risiede nella parola stessa, deriva infatti, dal latino domina che significa “il pezzo sovrano» dando, per estensione, la spiegazione del gioco stesso.